Porto Arenella

Porto Arenella, Palermo - opiniones y fotos

Las formas más populares de disfrutar de Porto Arenella
La zona
Dirección

4.0
9 opiniones
Excelente
2
Muy bueno
4
Promedio
3
Mala
0
Horrible
0

Aniello S
Baronissi, Italia1.444 aportes
Arrivi e partenze
ago. de 2019
Questo porto accoglie durante la stagione estiva un notevole traffico di piccole e grandi imbarcazioni che vengono e vanno via da Palermo. Il lavoro talvolta è eccessivo e qualche sbavatura risulta essere anche comprensibile. Nonostante il superlavoro estivo il personale che opera in questa struttura cerca di accontentare tutti.
Escrita el 29 de diciembre de 2019
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Fernando797
Lisboa, Portugal6.440 aportes
Porto de Mar
mar. de 2019 • Amigos
Local muito amplo, com muito movimento de barcos especialmente de Ferries que fazem a ligação com o continente e as outras ilhas do Mediterraneo. Com várias marinas contíguas usadas para barcos de recreio. Há também terminais para os grandes navios de cruzeiro, bem perto das zonas centrais da cidade.
Escrita el 4 de abril de 2019
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Quartiere Arenella
feb. de 2019 • Solitario
13/02/2019
Posso oggi vantare il privilegio di sentirmi figlio di questa terra. E magari potessi farmi portavoce di chi ancora ne occupa, e insieme a me si accompagna a questo tempo, verso la una meta, imprescindibile, ad attenderci.
Terre come un po' tutto quanto visibile ai margini forse poco, troppo poco valorizzate. Quando si punta alla bellezza, comunque incontestabile di ciò che può esser il centro della nostra città. Ma inevitabilmente cadendo nel rischio di dimenticare i tesori che trascendono questo centro palpitante, parlante, come così pieno di attrazioni, di aspettativa, si storia, di parole, di sogni.
Figlio di questa borgata, per anni da me stesso forse adombrata nella preziosità, come facendomi quasi, involontariamente, ingrato a questo latte, a questo nettare, che racchiude nel sé quella pienezza, quella completezza così rara. E allora ti trovi d'un tratto a sostare per le vie del centro dove per limite è impossibile, per quanto grande l'attrazione dei suoi locali, col le sue luci, e quant'altro, poter respirare una calda e tiepida brezza; il brivido che solo il margine dal centro ci concede; come un invito a varcare le soglie del centro per salutare la Madre ignorata, su quel prospetto.
Oggi, commosso, riscopro dopo anni di vissuto in questo luogo la preziosità, che anni di sgomento per vicissitudini della vita, anno crudamente adombrato, la preziosità di questo posto, il gioiellino che è e continuava ad essere davanti ai dolori di una vita imposti...
E come un cielo sereno ora tutto riaffiora, lasciandosi amare nella stessa amarezza di un tempo, e mai dimenticata, se non altro ricercata, ancora cercata. E sulla quale ci avvinghiamo come unica ancora, il noi stessi; grati alla terra, come alla stessa vita, per quanto amara e avida, e arido di colori un occhio, come di sapori una bocca, forse solo per esser prezioso ancor più il tutto alla luce di una nuova alba, e che ti lascia già pregustar l'amaro di dover forse un giorno, per necessità, abbandonare questi posti. Un po' come la püttana che non puoi possedere se non nell'attimo, e che a volte si lascia amare più di una promessa, la nostra donna, quella a cui pienamente devoti almeno in parola. Ora si lascia amare, forse si lascerà ricordare, con quel fascino e quella pienezza; come quell'attimo, un'istantanea che il tutto prende e racchiude, rendendo possibile portarla dentro, nel cuore, nel poco spazio che richiede. Come la donna di attimo che il cuore azzarda nel ricordo, nitidezza di immagini, di colori e di profumi... necessità dell'attimo, capriccio, vizio, che l'infranto, per quanto forte l'emozione, il rischio, lo squarciare un limite ora vibra e si lascia toccare, quasi, più di questa terra, di questo sasso tra le mani.
Terra di giochi, di dolori, di amori frustrati, allucinati. Che vive e che muore, ogni giorno tramonta rinnovandosi ancora. E che non smette mai di stupirci, come di farsi amare; come detestare alle volte. Femmina, di natura, dalla nascita. E che niente, nulla può mutare. Volubile e capricciosa, vanitosa quanto ribelle; guerriera come sottomessa. E' la mia terra. Sono le mie strade, i percorsi che ogni giorno traccio, e fecondi nel ricordo intramontabile di essere stato autore di quella morte al mio passo, come vita; l'artista della mia vita; come l'unico colpevole quando additava il prossimo... Terre che ora attingono dallo splendore di altre terre figlie della stessa, come il promontorio alle spalle, e la spiaggia lontana, la scogliera, il suo smeraldo, per arricchirsi dentro di me, in questa piccola natura di uomo parlante, e respirante; come sempre implorante quel palpito, quel più dal cielo come dalla terra che quest'uomo sembra ormai asciutto nella potenza di dare, come forse mai in potenza, ma così, aimé come per fortuna, alla luce dei fatti... E come spinta il nostro avvinghiarci a quel cielo, a quella terra, alla stessa culla, ora vista con occhio saggio, ma mai tale da elevarci come il cielo, i nostri astri, la luna, l'immenso.
Vibran ora vecchi ricordi, come di un passato che vede mutar quella forma, ma mai nell'essenza... Solo di poco in verità. Solo qualche lacrima davanti a quanto pare ora immutato da quel prossimo passato. Le sue acque, identiche; i suoi colori gli stessi. Per quanto qualche commesso chiude bottega per lasciar spazio ad un altro. Per quanto la stessa marina ora privata più di prima... o che ci lascia quell'amaro da cui il ricordo emerge limpido, trionfante, ricercato... Ora che tutto, buona parte, si fa ancora figlio di questa moneta; limitando il nostro accesso a quell'angolo di scogliera meta dei nostri svaghi di fanciullo. I tuffi da quella roccia, la Pietra Caduta, ora inaccessibile... La nuotata da quella scogliera ormai vittima della moneta e prima libera, dove star sempre accorti però che il guardiano della marina attigua a colpi di sassi quando da marachella un tuffo dal pontile dell'oro, della moneta, di ciò che frutta e che limita perciò accesso allo svago, fecondo, alla vita di questa vita pimpante, ora qui... io meditabondo, a contemplare tutto, a scrivere una recensione che ha ormai preso il volo, e che non è più una recensione, ma onda, come onde, nuvole, che varcano i limiti del loro stesso essere, così pare, ribelli, come quest'anima che non vuol stare qui, ma volare, volare lontano... E una terra, la mia, che ha solo tracciato il percorso per un pianto da questi occhi fosse ora sogno, speranza... E poterla abbracciare, grato, di sogno, dei suoi colpi, di questa vita che nell'amaro si denuda, lasciandomi vuoto e assolutamente infecondo senza quel nero su cui dipingere i miei cieli; proprio con i suoi colori, con tutto quanto ora vive dentro me e che porto come una madre il suo grembo. E che non basta una parola, una scritto, un elogio, niente, tutto è piccolo davanti a questa gratitudine impossibile da rendere. E allora è qui che mi vedo piccolo e ancora grato a quella Madre che fa di me ancora, nel sentimento, come in questo corpo, il suo figlio, uno dei tanti; e che mai solo mi lascia, nella nostalgia, nel dolore, come nelle mie gioie. Lasciare che allora sia la sua mano da queste mani, il suo canto; e potermi allora fare strumento di Lei, parlare, intercedere per lei. Come unico e solo servo di Dio, come uomo capace davanti al suo Dio, ora per me solo Madre...
L'Arenella, così preziosa, così completa, che nulla manca, da giaciglio di lieto riposo, sorella morte, alla vita nel mare... Come l'Ospedale che dà sullo stesso; e la sua storia; un Hotel di lusso, e una marina che per quanto vittima della moneta resta comunque uno dei gioielli di questa terra. Potendo essere assaporata per via di una spiaggia che dà su una via lungo il mare, come di un'altra ancora, più piccola, adiacente: la parte nuova. Così nominata ed oggi tristemente privatizzata in quel tratto che dava modo di poter raggiungere liberamente la punta della banchina. E magari farlo per via dei grossi cubi emergenti dalle acque e figlie di questa mano, magari col rischio anche di rompersi il collo, uno dei passatempi più ambiti di vecchia fanciullezza arenelliana ormai in declino per lasciare spazio alla nuova furente palpitante gioventù di oggi, con i suoi smartphone e Facebook... Come tutto il resto. Quando era d'obbligo per noi lo schiaffo del genitore davanti all'infrazione, e mai come oggi dove il tutto muta invece in un reato, da evitare, perché fonte di trauma per l'infante; godendo se non altro di una generazione oggi ribelle più di allora, e che facendo leva sul fatto di essere protetta dallo stesso sistema legale, si fa anche forte contro un'autorità, quale ad esempio quella del genitore verso figlio, oggi traballante; davanti anche allo sgomento delle vecchie generazioni davanti al sentimento di impotenza davanti a questo vulcano esplosivo e figlio di questo tempo come di queste mani, mani d'uomo.
L'ospedale dunque dove un tempo anche meta dello scapestrato che incosciente azzardava, rischiando la vita, il suo tuffo dalla cosiddetta Piattaforma. E che ora aimé, forse, comunica niente che amarezza, come un tempo passato e ormai finito, ma che non tramonta, e ribelle non lo fa mai dentro di noi. Ora un cancello davanti alla Piattaforma e un cumulo di vetri ritti sorretti da una base di cemento ne rende impossibile oggi il salto.
Tuttavia resta comunque la Grotta Regina, col suo picco in altezza pare più elevato...
Ma forse il tutto fa parte di un passato ora incline a lasciarsi sfiorare nel canto, nella nostalgia del tempo che fu. Ora forse nessuno scapestrato azzarda quel tuffo, magari vantando la sua performance, la capriola da una altezza di forse tre piani, o anche più, come il suo piegarsi di testa.
E allora resta la spiaggia e ancora, per fortuna, la fortuna di chi non si accontenta, arranca qualche posto, che conoscendo la strada e l'accesso, è possibile raggiungere, per il salto, l'ambito salto, dal brivido inimitabile.
Parlando di sorella morte, e del cimitero il quale muro di cinta costeggia la via principale che connette il quartiere ad un'altra perla di questa calda periferia, ovvero Vergine Maria, che vanta una spiaggia forse ancora più bella dell'altra; anche se non proprio dissimile, se non altro per l'intimità che è capace di dare, essendo non affiancata, nella parte interna, da una strada che ne permetta il passaggio delle macchine, come dei motori e di quant'altro. Solo palazzine in fondo, ma la notte, quella spiaggia, è un vero tesoro. Per l'armonia, l'atmosfera che è capace di dare. La sua tonnara, la luna... Una poesia.
Anche l'Arenella vanta una sua tonnara, come un monumento antico di proprietà dei Florio, oggi meta del turista come non, dove si organizzano serate a tema e mostre.
Ricca anche, sufficientemente, di luoghi di ristoro, l'Arenella ha la sue pizzerie, le sue rosticcerie; e colpisce come veramente nulla, e sfido chiunque a smentirmi, manchi realmente in questa borgata. Dal cimitero, alla discoteca, all'ospedale, al mare, alla montagna... che rende il tutto un vero e proprio gioiello della Natura. Come una città ancora ancorata alla terra e che nulla ha da invidiare alla forma di ciò che è un centro, con i suoi monumenti e le sue attrazioni, magari privo di quella nicchia di pace che ne avvolge come una conchiglia di quanto splendore.
Forse un giorno andrò lontano dalla mia terra, ma so già che mai scorderò il mio monte, il mio mare, la mia amarezza, come la gioia e il latte che mi ha nutrito, facendo di me quest'essere così semplice e complesso al contempo, quest'uomo che vuol prendere sapendo che nulla vale, un raggio di sole, la brezza d'estate... E di quanta vita e gratitudine, il fascino di quella culla spesso ignorato, ma che vive e sempre vivrà nel ricordo di chi ha respirato quel suolo, vissuto e varcato quei confini...

L'Arenella,
Mia terra natia.

Nel mio Cuore,
Per sempre...

Ecco... Ecco...
Ecco... Ecco...

[Luca Ciampallari]
Escrita el 14 de febrero de 2019
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Rosaria L
Canaro, Italia792 aportes
Un buon porto
nov. de 2018 • Familia
Personale e titolari gentilissimi e cordiali, spiaggia bellissima e pulitissima, veramente il top!!!
Escrita el 7 de noviembre de 2018
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Tony V
Liverpool, Australia632 aportes
Organised Mess
ago. de 2018 • Amigos
The port is just an over crowded mess ready for cars busses truck and people to go on an over night ferry / ship to Naples
From arriving at the port to leaving the dock was the best part of 5 hours which is just ridiculous
Not all that clean area, there are toilet nearby but its just crazy
But it all happens at the end of the day but be prepared to wait to board if you have a vehicle of some sort
Escrita el 29 de agosto de 2018
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Dan L
Bunbury, Australia5.134 aportes
Marina at Palermo Port
may. de 2018 • Pareja
This marina is located just North of the Industrial and Cruise Ports and compares favorably with many other European marinas. Plenty of nice boats moored ranging in size from about 10m upwards but didn't see any of the mega yachts similar to those in other Mediterranean ports. I'm not sure if the main port area is in Aranella but its also a clean area with an enjoyable promenade walk to Via Amari. A few impressive monuments along the route.
Escrita el 7 de julio de 2018
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miriam397
Americana, SP2.985 aportes
Bom porto.
mar. de 2018 • Pareja
Um porto tranquilo, sem complicações. Tudo muito limpo. Esta foi uma das paradas de um cruzeiro em que eu estava, e gostamos, porque ele é muito prático.
Escrita el 29 de mayo de 2018
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EpicourosEdoneVitis
Bastia, Francia1.682 aportes
UNE ACTIVITÉ ÉNORME
may. de 2018 • Pareja
C'est un immense port avec une activité incessante, les navires accostes et appareils dans une cadence infernale.
Escrita el 28 de mayo de 2018
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Rijards
Londres, UK575 aportes
so nice to place visit Palermo
ene. de 2018 • Familia
very fantastic to stroll around that area, see the great cruisers who are docked at Porto Arenella.
a very good area, where I really enjoyed meeting
Escrita el 4 de febrero de 2018
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